La Vacanza, il nodo gordiano ed il filo conduttore.

La vacanza, il nodo gordiano ed il filo conduttore.

Finalmente è vacanza. Riposo, esplorazione, divertimento, benessere, famiglia o avventura.

Qualunque sia la nostra scelta, una c osa è certa, stacchiamo la spina dalla tensione e dai doveri professionali e ci immergiamo in una dimensione più confortevole.

Attimo dopo attimo ci riappropriamo della nostra essenza, della nostra natura e a tratti delle nostre emozioni.

Il groviglio delle cose da fare e degli obiettivi da raggiungere si dipana e, sciogliendosi ci libera e, ed è proprio a quel punto che, fluttuanti, intravediamo i nostri desideri.

A questo punto se prendiamo un foglio bianco e scriviamo di getto i nostri desideri disponendoli come si liberano dentro di noi avremo già sciolto un grande nodo. Infatti il primo passo è: riconoscerli questi desideri!!!

Eccoli lì, fare il corso di fotografia, acquistare casa, avere un poco di tempo per noi stessi e solo per noi, cambiare lavoro, pubblicare un libro, suonare il pianoforte, fare uno step di carriera, lavorare in proprio, riappropriarci di una parte di noi dimenticata, avviare una modalità lavorativa differente, diventare maggiormente assertivi, fare il trekking dei monti che collegano il Ceresio al Lario, poter leggere Freud nei testi originali, cambiare professione, depositare un brevetto, avere un orto, sapere zittire telefoni e televisione due sere alla settimana, prendere una barchetta sul lago.

Possiamo, liberi dai lacci del quotidiano, volare nel nostro cuore e ordinare i desideri cercando di attribuirgli una sorta di gerarchia. In alto i più superficiali, farsi bionda, mettere qualche cavallo in più nel motore della nuova auto, e nella parte più celata del cuore i più profondi.

I desideri superficiali dipendono sovente da influenze momentanee. Miraggi dettati dall’esterno per contagi dalla cultura a cui apparteniamo oppure dalle aspettative più o meno consapevoli degli altri. Questo tipo di desiderio può senz’altro darci una micro felicità momentanea ma che, non appena realizzato, lascia spazio a desideri sovrapponibili per qualità.  Non solo non impegna minimamente la libertà rinnovandola ma puo’, al contrario, disperderne l’energia, avviluppandoci e aggrovigliandoci nuovamente.

Possiamo definire i desideri più profondi quei desideri che ci fanno sentire bene con noi stessi, che ci danno un senso, che ci fanno volare, che risvegliano emozioni dimenticate.

Ma soltanto l’atto di decidere impegna il desiderio e lo fa crescere.

Ma cosa vuol dire DECIDERE? Iniziamo con la radice profonda. La sua etimologia Decidere significa “Tagliare da”. Un taglio produttivo. Questo taglio significa ritagliare il desiderio liberandolo dalla paura, dall’inerzia dalla dispersione e dalla confusione.

Non si tratta di avventurarsi verso gesti folli o romantici per essere ammirati.

Si tratta di emozionarci ancora.

Dopo aver buttato sul nostro foglio i desideri più profondi ci sentiamo già più liberi da quelli superficiali e cominciamo a ritrovarci. Ed è forse proprio la vacanza con la sua magia a metterci in mano le forbici per cominciare a ritagliarci, al ritorno, un nuovo spazio, una nuova modalità.

Complice l’immaginazione, la creatività ed una ratio libera siamo in grado di trovare la giusta emozione.

Val la pena ricordarci che emozione significa ex moveo ovvero muovere fuori.

È il nesso fra un universo puramente interno e il mondo di tutti.

Ma eccoci alla fine della nostra vacanza. Ci sentiamo addosso ancora colori profumi e aria fina e una grande voglia di sciogliere un nodo gordiano. Il più importante: DECIDIAMO di ascoltare un nostro desiderio e trasformare il nodo in fune flessibile. Questo per conservare il nostro filo conduttore ma all’interno di una realtà che sappia anche concedere spazio al nostro vero io.


Decidiamo di realizzare un desiderio profondo, riconosciamo l’e_mozione, decidiamo di andare in quella direzione e allora vivremo … una vita in vacanza!

Una vacanza che, amici di SwiStudium, auguriamo a tutti noi.